Continuano le Barzellette 1

LE BARZELLETTE PIÙ BELLE SCRITTE DA UNO SCRITTORE DI SUCCESSO

 

IL MOTIVO DI PREOCCUPAZIONE

Pierino telefona al dottore

– Dottore, sono molto preoccupato per mia madre? sono sicuro che sta male.

– Da che nasce questa tua impressione?

– E’ più di una settimana che non mi sgrida.

Un cane nel deserto:

“Se non trovo un albero, qui me la faccio addosso”.

Il colmo per un marinaio con i debiti ?

navigare in brutte acque.

Il colmo per un medico?

influenzare i pazienti.

Il colmo per un idraulico?

fare un buco nell’acqua

Il colmo per un veterinario?

ad avere una febbre da cavallo, una fame da lupo, il collo del cigno e la voce di un usignolo.

Letto sui giornali:

“Un uomo cade dal 6° piano, si salva aggrappandosi al ciglio del marciapiede.”

Chi è il santo protettore dei drogati?

S. Francesco d’Ashish

Perché quando una coppia di sordomuti litiga la moglie finisce per avere sempre ragione?

Perché quando lei finisce di esporre le sue ragioni poi spegne la luce.

Come si fa distinguere un pesce da una “pescia” femmina?

Si getta un pezzo di pane nell’acquario: se arriva lui, è maschio, se arriva lei, è femmina.

La scorreggia è una telefonata che il buco del culo fa al cervello per dirgli che lo stronzo è pronto.

Che cosa è una scorreggia? E’ l’anima di un fagiolo che vola Dio.

Che fa un capello solo su una testa calva?

Il monumento ai caduti.

Che cosa è un punto blu su un prato verde?

E’ una formica che fa ginnastica.

Dal bollettino dei naviganti.

Avviso a tutti i natanti, nei prossimi giorni ci sarà una forte ondata di caldo.

 

UNA PASSIONE PER LA MUSICA

Un bambino prodigio suona ad un concerto in un grande teatro: Chopin, Mozart, Beethoven ecc. i pezzi più belli. Esegue al pianoforte in modo stupendo, davvero un genio. Il pubblico è incantato.

Quando finisce, si leva un applauso calorosissimo. Il successo è strepitoso. La gente si alza tutta in piedi ed invoca il bis.

Il bambino si siede di nuovo al piano ed esegue il bis richiesto.

Alla fine del brano, il pubblico scatta di nuovo in piedi per un altro applauso caloroso, chiede un nuovo bis.

Il bambino esegue di nuovo.

Altro successo, altra richiesta di bis.

Questa volta, però, il bambino scoppia a piangere. Il pubblico rumoreggia.

Il presentatore: “Silenzio, sentiamo che è successo!”

Si avvicina al bambino e gli chiede: “Perché piangi, piccolo?”

Bambino: “A me non piace la musica.”

 

Il COLOMBO VIAGGIATORE

Un signore stanco dei continui disservizi delle poste italiane organizza un sistema di corrispondenza per la città con dei colombi viaggiatori.

Quando finalmente è tutto pronto, una mattina fa il primo volo di prova. Lancia un colombo dal terrazzo di casa.

Deve portare un messaggio ad un amico, che sta all’altro capo della città e poi tornare indietro. Il colombo si indirizza subito verso la direzione giusta.

Dopo mezz’ora telefona all’amico per chiedergli se il colombo è arrivato. Questi gli risponde che non solo è arrivato, ma è anche ripartito.

L’uomo tutto contento si sfrega le mani per congratularsi con se stesso della bella idea che ha avuto.

Dopo un’ora si affaccia dalla finestra per vedere se sta tornando, ma non c’è nessuno colombo in arrivo. Il percorso, infatti, non richiedeva più di 10 minuti.

Attende ancora due, tre ore, ma niente. Allora prende il furgone e va a cercarlo. Gira dappertutto ma del colombo non c’è traccia.

Il pomeriggio persa ogni speranza di ritrovarlo se

ne torna a casa. Dopo un paio di ore, sente bussare alla porta. Apre è il colombo.

– Disgraziato, a quest’ora ti presenti?

– Perché, che ora sono?

– Ma che è successo? Hai incontrato un falco, hai trovato del cibo avvelenato? Ti sei perso? Come mai ti presenti a quest’ora?

– Non è successo niente. Era una così bella giornata ed ho voluto fare due passi a piedi.

 

IN TRAM

All’improvviso in un tram superaffollato si sente un urlo quasi disumano. Accorre il bigliettaio: “Che cosa è successo?”

– Vede per sbaglio – afferma un signore – ho calpestato il piede alla signora.

– Calpestato? – protesta una signora di mezz’età – Diciamo schiacciato, stritolato, messo sotto una schiacciasassi …

– Ma su via, signora, che volete che le abbia fatto con un piedino così? – e solleva in aria un piede enorme, un buon 45, mostrandolo al bigliettaio.

La signora perde le staffe, ne incomincia a dire di tutti i colori e ad offendere in malo modo il suo

calpestatore.

Il signore replica cercando di calmare le acque: “Lo so, signora, l’ho calpestata, le chiedo di nuovo scusa, non l’ho fatta apposta, ma adesso … ”

– Lei è un maleducato, dovrebbe stare più attento dove mette i piedi …

– Signora le chiedo scusa per la terza volta, non l’ho fatto apposta. Vede con questa calca è difficile …

– Troppo facile uscirsene con delle scuse, una volta si aveva rispetto per le signore …

– Signora, le chiedo scusa per l’ennesima volta. Lo ammetto, le ho calpestato il piede, ma adesso mettiamoci una pietra sopra.

 

QUANDO FANNO COSÌ

Siamo in piena stagione venatoria. Un cacciatore adocchia una bellissima quaglia su un albero, di quelle grasse e formose, che se le metti nel sugo ti lecchi anche i baffi.

Sta per sparagli, ma prima che prema il grilletto, la quaglia vola via. Fa un giro per aria e si va ad ap

poggiare su un altro albero.

Il cacciatore subito dietro. Quando sta per sparagli l’uccello vola di nuovo via, cambiando albero. Il cacciatore paziente le va dietro, ma non fa nemmeno in tempo ad avvicinarsi che scappa di nuovo. La cosa si ripete varie volte. Il cacciatore alla fine spazientito espolde.

– Quando fanno così, io le ammazzerei.

 

CARNEVALE

E’ carnevale, nel cimitero di Napoli i morti hanno organizzato una grande festa al ritmo di samba, rock, tango ecc.. Sono tutti in maschera, abbondano i costumi da becchino, da scheletro, da fantasma ecc.. E’ proprio il caso di dire che si divertono da morire.

Ad un certo punto, qualcuno brillo per l’alcol, che scorre a fiumi, inizia a fare il trenino, gli altri entusiasti subito si accodano. Ballando ballando finiscono all’esterno del cimitero, dimenticando le calde raccomandazioni del custode, che prima di tornare a casa aveva detto loro:

– “Fate di tutto, divertitevi, ma non superate il cancello, altrimenti mi fate perdere il posto”.

Uno di loro prima di uscire, forse preso da un rimorso di coscienza verso il custode che era stato così buono, afferra la lapide sulla sua tomba e se la mette sotto il braccio.

Gli amici incuriositi gli chiedono: “Ma che stai facendo?

– Niente mi porto dietro un documento di riconoscimento, può darsi che ci ferma qualcuno.

 

IL MEDICO DELLA MUTUA

Un operaio ha un incidente sul lavoro. Perde una mano troncata netta da una motosega. I suoi compagni lo portano subito in una clinica. Poiché non si tratta di una struttura pubblica, l’operaio prima di farsi operare chiede:

– Quanto volete per riattaccarmi la mano?

– Tra sala operatoria, chirurgo e degenza ci vorranno 30.000 euro – gli risponde il medico

– Madonna, 30.000 euro! Ma è una esagerazione!

L’operaio, poiché non vuole spendere quei soldi, si fa portare all’ospedale della mutua.

– Quanto volete per riattaccarmi la mano?

– Qui è tutto completamente gratis.

– Bene, questo si che si chiama ragionare. Procedete subito.

Passano due mesi e l’operaio è completamente guarito. Toglie la fasciatura e prova a muovere le dita. Funziona tutto benissimo.

– Ehi la Madonna, ma è venuta nuova! (pausa) All’ospedale privato volevano 30.000 euro, tiè!

E fa un gestaccio con la mano, cioè picchia la mano sinistra sull’avambraccio di quella infortunata. Al che la mano vola via.

– La mano!

 

GLI OCCHIALI DA RIPOSO

Due giovani si incontrano al bar. Uno dei due nota che l’altro ha un paio di occhiali nuovi.

– Vedo che ti sei messo gli occhiali, hai qualche grado di miopia?

– No, sono occhiali da riposo

– E quanto li hai pagati?

– £ 750 euro

– E per 750 euro, non ti conveniva comprarti una poltrona?

 

COME ESSERE PROMOSSI

Compito di matematica dato all’esame di stato: “Il professore guadagna 1.400 euro al mese. Ne spende

500 di affitto, 200 tra condominio e bollette, 600 per mangiare, 450 per vestirsi, 500 varie e divertimenti.

Problema come fare per essere promossi?

Il professore per aiutare gli alunni in difficoltà suggerisce:

“Non pretendo che lo risolviate da soli. Potete farvi anche aiutare dai vostri genitori. La risposta va in una busta da allegare domani al compito”

 

IL FINESTRINO FATALE

Università, esame di laurea nella Facoltà di Ingegneria. Si siede il primo candidato. Il professore gli chiede: “Risolvimi questo problema: sei in treno e hai caldo che fai?

Lo studente: “Apro il finestrino.”

– Bene, mettiamo che la temperatura interna sia di 30° e quella esterna di 25°. L’abitacolo, cioè lo scompartimento sia di 30.000 cm3, il treno viaggia 215 km orari e i vetri siano spessi 2 mm, quanto tempo ci mette affinché la temperatura interna diventi uguale a quella esterna?

Lo studente ci prova, ma il quesito è troppo difficile. Risultato: bocciato.

Si siede il secondo studente.

– Mettiamo che sei in treno e ti fa caldo, che fai?

– Mi tolgo il cappotto.

– Bene, hai tolto il cappotto, ma senti ancora caldo che fai?

– Apro il finestrino.

– Bene, mettiamo che la temperatura esterna …

Cioè gli propone lo stesso problema, ma anche questa volta lo studente non è in grado di risolverlo e viene bocciato.

Si siede il terzo studente.

– Mettiamo che sei in treno e fa caldo, che fai?

– Mi tolgo il cappotto.

– E se le fa ancora caldo?

– Mi tolgo il maglione,

– E se le fa ancora caldo?

– Mi tolgo la camicia.

– E se le fa caldo ancora?

– E’ inutile professore, resto nudo, ma il finestrino non lo apro.

 

NAPOLETANI E MILANESI

Siamo in aereo, un milanese è seduto vicino al finestrino, mentre un napoletano siede al centro della fila. Il milanese è un po’ seccato perché il napoletano si è tolto le scarpe e sta in calzini, ben inteso puliti.

Dopo un po’, il milanese, che vuole andare a prendere qualcosa da bere, si alza e chiede il permesso per passare.

– Stia comodo – fa il napoletano – che cosa vuole, gliela porto io?

Il milanese chiede: “Vorrei un’aranciata, grazie”

Il napoletano si alza e va a prendergliela. Dopo un po’ sparisce in fondo all’aereo.

Il milanese per fargli un dispetto e punirlo della sua maleducazione, prende le scarpe, che il napoletano aveva lasciato sotto il sediolino e ci sputa dentro.

Dopo 5 minuti il napoletano ritorna ed dà l’aranciata al milanese, che la beve tutta di un fiato. Il napoletano si siede, ma quando va a rimettersi le scarpe, si accorge che sono bagnate all’interno.

– Mannaggia! – impreca ad alta voce – quando finirà questa guerra tra meridionali e settentrionali, con i milanesi che sputano nelle scarpe dei napoletani ed i napoletani che pisciano nell’aranciata dei milanesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Campo Obbligatorio

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.