LE ANSIE DA FATTORI ECONOMICI

LE ANSIE DA FATTORI ECONOMICI

Le ansie che derivano da problemi economici possono essere di vario genere. Si va dalla paura di perdere il posto di lavoro (uno stress terribile per qualsiasi persona, a meno che non è facile trovare un’altra occupazione), a quella più rara di restare senza soldi o di non essere in grado di mantenere un impegno (come un mutuo). Ci sono, poi, le ansie che derivano dall’aver contratto un prestito o d’aver subito un’ipoteca sulla propria casa. Sia dare i soldi, infatti, che ricevere una somma in prestito può essere una fonte di ansia. Nel primo caso è la paura di perdere i soldi a fare da padrona, nel secondo quella di non essere in grado di restituire la somma ricevuta. In ambedue i casi, pensateci bene e fatelo solo se la cosa non presenta troppi rischi. Ma se fate un passo del genere, poi non state a tormentarvi con i sensi di colpa o i timori. Non serve a niente e a nessuno tormentarsi, anche perché in questi casi la fortuna gioca un ruolo importante. A volte si perdono soldi affidati nelle mani più sicure e fidate, mentre si riesce a recuperare con facilità somme che si riteneva perdute. Se siete un tipo ansioso per natura, il nostro consiglio è questo: non prestate mai soldi, né chiedete mutui se non potete contare su di un reddito certo. Solo così vivrete veramente tranquilli. Nessun interesse, per quanto alto possa essere, vi potrà mai ripagare adeguatamente dell’angoscia che vi attanaglierà al pensiero di perdere i vostri soldi. Per terzo, ci sono le ansie dovute al lavoro, non solo la paura di restare disoccupati, ma anche quella di non essere all’altezza del compito che vi è stato affidato, il timore di fare brutta figura con i colleghi ecc.. I motivi possono essere tanti. I più esposti, chiaramente, sono i manager o i dirigenti che detengono posti di responsabilità. Anche la vigilia di un importante accordo di affari può essere insonne, ad esempio uno scrittore può passare la notte insonne perché l’indomani deve firmare il contratto con un importante editore. Il rimedio in tutti questi casi è ovvio, fare le scelte che sembrano più opportune e, poi, non pensarci più. Spesso più si riflette sulle cose, più si sbaglia. Inoltre, mettete sempre in conto una certa fallibilità. Nella vita scelte giuste si alternano sempre a scelte sbagliate, nessuno riesce ad indovinarle tutte. Ecco altri consigli che possono essere utili. – Imparate a non stare in pena per futili motivi. Una signora comprò un’auto nuova per fare delle consegne (aveva un piccola ditta che produceva marmellate fatte in modo artigianale). Prima incominciò a pensare che aveva speso troppo, che aveva molte rate da pagare, che forse aveva comprato un tipo di auto che consumava troppo, che non era sicura che gli affari le fossero andati sempre bene, che poteva succedere benissimo che nessuno volesse più le sue marmellate ecc.. A volte si vedeva già in rovina con la macchina rotta, senza i soldi per pagare le rate, con i suoi prodotti che nessuno voleva ecc.. Ecco trasformato un motivo di gioia, l’acquisto di una macchina nuova, in un pensoso tormento. Su una scelta pensateci bene, ma poi non vi fate tormentare dai sensi di colpa. – Per secondo, quando avete un problema, imparate a non preoccuparvi, ma a risolverlo. Tanta gente davanti ad una difficoltà si innervosisce, urla, strepita, si agita, ma non fa la cosa che va fatta: cercare una soluzione. Un signore doveva entrare in un cortile con l’auto, ad un certo punto il cancello automatico che si sta aprendo si blocca. L’uomo esce dall’auto incomincia a bestemmiare, ad imprecare, scuote il cancello, cerca di spingerlo, arriva persino a prenderlo a calci, ma non fa l’unica cosa che andrebbe fatta in questi casi: cercare che cosa ha fatto bloccare il cancello. Arriva un secondo uomo, invita l’altro alla calma, poi si abbassa ed esamina attentamente il cancello, ad un certo punto scopre una piccola pietra che bloccava l’ingranaggio. La toglie ed il cancello si riapre. Molta gente nella vita fa proprio come il primo signore, si innervosisce senza cercare una soluzione. Il segreto per risolvere praticamente i problemi? È conoscerli bene. La maggioranza delle volte la gente non riesce a risolvere adeguatamente i propri problemi perché non li conosce profondamente. Se non avete informazioni sufficienti sull’argomento, documentatevi, leggete dei libri in merito, chiedete consigli agli amici e alle persone fidate, agli esperti ecc. Ricordatevi che sapere è potere. L’altro segreto per risolvere adeguatamente i problemi è mettere tutto per iscritto. Se la vostra situazione è piuttosto ingarbugliata sarà piuttosto difficile che riusciate a trovare il bandolo della matassa pensando a mente. Questo perché ci sono troppe circostanze, troppe varianti da tener conto. Se, invece, provate a descrivere il vostro problema su un foglio (però in modo schematico e lineare, i poemi non servono a niente) le cose vi saranno subito più chiare. Titanic – Per terzo, imparate a dividere in compartimenti stagni la nostra vita. Se siete al lavoro non vi tormentate con il pensiero delle rate dei mobili da pagare, né pensate al vostro litigio con vostra moglie mentre state discutendo un contratto di affari. Ogni cosa deve avere il proprio spazio ed il proprio momento. Ma soprattutto i problemi vanno affrontati uno alla volta. Se iniziate a pensate a tante cose insieme, vi stresserete presto e farete una grande confusione. Ricordate la storia degli Oriazi ed i Curazi, i tre fratelli romani ed i tre fratelli albani, che furono scelti per decidere combattendo tra di loro, le sorti della guerra tra Roma e Alba Longa? L’unico Orazio sopravvissuto poté affrontare gli altri tre, solo distanziandoli ed affrontandoli uno alla volta. Così dovete fare voi, uno alla volta e sotto a chi tocca. – Per quarto, impariamo a ragionare in base alla legge della probabilità. Molte volte ci preoccupiamo per delle cose che hanno ben poche probabilità di accadere. Ad esempio, tanta gente quando è in aereo, ha paura che succeda un incidente, non considera che statisticamente l’aereo è molto più sicuro dell’auto. Perciò affidate le vostre ansie alla legge delle probabilità. Spesso le paure derivano dall’immaginazione. Un uomo che possedeva una grossa ditta di trasporti era sempre in pena che potesse accadere qualcosa ad uno dei suoi camion o ai suoi autisti. Un giorno fece questo ragionamento a se stesso: “Fino ad adesso quanti camion hanno avuto incidenti seri? Soltanto 2, su un totale di 20 camion che vanno avanti ed indietro da 10 anni. Statisticamente un incidente ogni cinque anni, una perdita sopportabile per qualsiasi ditta.” – Per quinto fate tutto quello che umanamente possibile e poi non ci pensate più. Un uomo d’affari americano era sempre preoccupato che la sua ditta dovesse fallire, aveva paura di finire in miseria e ciò era casa di stress e di preoccupazione. Un giorno decise di adottare questo motto: “Faccio tutto quello che posso, il resto lo lascio nelle mani di Dio”. Da allora non solo smise di preoccuparsi, ma i suoi affari andarono subito meglio, perché era più sciolto e rilassato. Anzi prendete un pennarello, scrivete questa frase su un cartellone e poi attaccatelo al muro.

TRATTO DAL LIBRO VINCERE L’ANSIA…