Il romanzo inedito di Vincenzo Benincasa

Il romanzo inedito di Vincenzo Benincasa

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Il romanzo.pdf è la versione elettronica del manoscritto. Una volta aperto può essere stampato come un libro normale. L’E-BOOK ha 151 pagine ed è diviso in 7 capitoli.
“La gioventù di un predestinato” – Questa è l’originale storia di un giovane, Pasquale Del Paese, nato nel centro urbano di Salerno, una città del Sud della penisola italiana, il quale, come tanti altri ragazzi, vive la sua avventura moderna sulla Terra nel XXI secolo, senza mai domandarsi apertamente perché la società cui appartiene può rivelarsi all’improvviso così malvagia e falsa nei suoi confronti.
La storia è ambientata nella “Valle dell’Irno”, una valle situata nell’entroterra della provincia, una zona prospera di vegetazione, popolata da uomini di origine contadina, che si tramandano usanze e credenze primitive, che avviluppano la valle e i suoi abitanti nel mistero e la rendono ricca di leggende antiche di demoni, di spiriti e di streghe.
Pasquale, sin dalla nascita, vive col padre e la madre e segue l’iter scolastico statale con gioia e ignaro di tante malignità nutrite da molti contro di lui. Fa parte della società meridionale, di cui gode dei relativi benefici, ma, allo stesso tempo, è soggetto alle dure leggi antiche della “Camorra”.
Inconsapevolmente ne è vittima; riesce ad uscire indenne da molti agguati mortali, fin quando si ravvede che un’entità sovrannaturale lo tiene in salvo e prende coscienza di essere un “Predestinato”. Attende che gli altri suoi concittadini agiscano contro di lui per, poi, osservarli e studiarli di nascosto, nel tentativo di cogliere l’essenza dell’arcano mistero che circonda la sua vita e quella di tutti i suoi compaesani.

Il romanzo è il prodotto dell’immaginazione dell’autore; ogni riferimento a cosa, a persona, ad eventi e a paesi o frazioni, esistiti ed esistenti, è puramente casuale. L’autore declina ogni responsabilità sull’abuso di comportamenti immorali e offensivi derivanti dai consigli impliciti ed espliciti riportati nel romanzo.
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“The Predestinate’s youth”. This is the original story of a young, Pasquale Del Paese, who was born in the urban center of Salerno, a city of the South of the Italian peninsula, who, like many other boys, lives his modern adventure on Earth in the XXI century, without never openly wondering why the society, which he belongs, can reveal sudden so wicked and false to him.
The story takes place in the “Valley of Irno”, a valley situated in the hinterland of the province, a prosperous zone of vegetation, populated by men of country origin, that have primitive beliefs customs, that envelop in the mystery the valley and its inhabitants and they make the valley rich of ancient legends of demons, of spirits and witches.
Pasquale, since the birth, lives with his father and his mother and he follows the government scholastic iter with joy and unaware of so many wickedness fed by many people against him. He makes part of the southern society, of which he enjoys some relative benefits, but, to same time, he is subject to the hard ancient laws of “Camorra-Racket.”
Unconsciously he is victim of this; he succeeds in going out uninjured from many deadly traps, until when he is aware that a supernatural entity holds him in safe and he takes conscience to be a “Predestinate.” He attends that his fellow citizens act against him for, then, to observe them and to study them secretly, in the attempt to gather the essence of the arcane mystery that surrounds his life and his fellow townspersons life.

The novel is the product of the author’s imagination; every reference to thing, to person, to events and to countries or fractions, existed and existing, it is purely casual. The author declines every responsibility on the abuse of consequential immoral and offensive behaviors by the implicit and explicit suggestions brought in the novel.
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Enzo Benincasa é un esperto di blogging, di scrittura e di pittura. Svolge consulenza su vari settori delle nuove tecnologie che consentono la navigazione sul web. E’ interessato al potenziale dei social network di creare pubblicità mirata alla propria attività…

2 thoughts on “Il romanzo inedito di Vincenzo Benincasa

  1. Enzo B. il said:

    La crisi che stiamo vivendo in Italia non è la stessa percepita in Francia, in Spagna o negli USA. L’Occidente non è uguale dappertutto, per cui gli analisti dovrebbero stare attenti a non fare di tutta l’erba un fascio quando diffondono fosche informazioni sui comuni canali dei mass-media. L’Italia odierna non ha niente a che fare con l’Italia dei famosi anni ruggenti quali gli anni ‘30, anni in cui le potenze mondiali avevano un senso diverso di fare economia e, bene o male, condividevano gli stessi canali del commercio e dell’impresa fino a quando non si sono fronteggiate militarmente e a quando alla fine del secondo conflitto mondiale le potenze sconfitte hanno dovuto riscrivere le loro “leggi”. Per “leggi” intendo per l’Italia la carta costituzionale del ‘48 e le norme e gli usi e costumi riguardanti il lavoro. La Costituzione italiana parla appunto che la nuova Repubblica Italiana si fonda sul lavoro, ma un lavoro interpretato diversamente dai superstiti della guerra: l’Italia fu divisa dalla Costituzione in tante regioni gestite da tante giunte sia regionali, provinciali e comunali, giunte che rispecchiavano al loro interno le tante divisioni politiche del nuovo Parlamento di Roma, divisioni fomentate dall’odio di chi apparteneva ai gruppi armati che si sono fronteggiati cruentemente dopo l’invasione anglo-americana. Tutti noi sappiamo che in Italia ci fu guerra civile per anni dopo l’armistizio del generale Badoglio. Tutti lo sanno, pure coloro che non lo hanno studiato a scuola, infatti tutti chi più chi meno ricordano le conversazioni fatte coi propri nonni reduci della guerra. In Italia non si è mai avuta una visione chiara della politica, la quale è stata usata da una moltitudine sempre maggiore di individui per costruire per sé e la famiglia tante ricchezze indebite a sfavore soprattutto di chi era costretto per un tozzo di pane a sgobbare nel lavoro della ricostruzione del paese. Chi era costretto per fame a lavorare non disdegnava i soldi facili della malavita che veniva alimentata, ahimè, pure dai gruppi politici al potere. Oggi questo stato di cose è insopportabile ed è venuto alla luce anche perché tutto l’esercito dei politicanti e loro complici si trovano nella situazione di dover dare conto a paesi stranieri che ovviamente intendono la politica diversamente e hanno rapporti diversi col loro popolo sostenitore. La crisi economica-finanziaria-istituzionale-sociale italiana dunque ha origini nel dopoguerra e si è alimentata negli anni con la spaccatura politica anche a livello mondiale durante gli anni della guerra fredda, guerra tra superpotenze nucleari. Le leggi, le norme, i propositi scritti negli anni da sedicenti professori sono belli da leggere perché sono pervasi da una vena etico morale quasi nobile e cristiana, invece nella realtà dei fatti noi giovani abbiamo ereditato una “Torre di Babele”, in cui tutto quello che è stato scritto serve solo a buttare fumo negli occhi ai più deboli e sensibili e consentire ai malviventi di arricchirsi, di godere e di gioire delle miserie altrui. I giovani più intelligenti, poi, constatando come me questo stato di cose, vendono tutto quello che posseggono e fuggono all’estero abbandonando famiglia, affetti e tutti i loro amici. Gli emigranti italiani sono milioni e si contano già a partire dalla famosa Unità d’Italia del 1861 principalmente nel profondo Sud e della mia terra. Secondo voi perché sono fuggiti in massa da una terra bella, profumata e solare come l’Italia??? Fuggono dai farabutti… da coloro che li rendono schiavi, li sottomettono, li castrano, li distruggono mentalmente con le loro leggi di un sistema prevaricatore e truffaldino. Un esempio per farvi capire è quello dei famosi espropri di terreni agricoli per costruirvi palazzi e opere pubbliche senza senso: nel dopoguerra davano quattro soldi ai proprietari terrieri per cementificare e distruggere forza lavoro e rendite dei campi coltivati. E oggi attraverso la cultura moderna di massa si distrugge nei giovani lo spirito imprenditoriale agricolo e non solo quello, anche quello riguardante colui che deve lavorare gioiosamente il terreno per produrre i frutti: oggi l’Italia preferisce importare e pagare a stati stranieri tutte le derrate alimentari che si ricavano dal lavoro della terra e al Nord continuano a sfottere i meridionali come “Terroni” alla stregua dei piemontesi invasori del legittimo Regno Delle Due Sicilie. Nell’Italia Unita è stato sempre diffuso sia nelle scuole che sui giornali e poi in TV l’odio per la fatica, il lavoro onesto e produttivo nei campi e nelle fabbriche: per questo motivo le nostre industrie di tutti i settori non sono né produttive, né competitive nei mercati stranieri e per l’italiano medio è più facile rubare che lavorare onestamente in quanto chi rispetta i codici morali scritti non può in nessun modo vivere una vita da Star cinematografica e le sue donne non possono fare le principesse sul “pisello” come al tempo del Savoia.

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